Herpes Genitale

L’herpes genitale

Herpes GenitaleL’herpes genitale è un’infezione venerea delle mucose e dei tessuti esterni dei genitali appunto e può irradiarsi anche alla zona dell’ano e alle natiche.
È una malattia infettiva, con un’incidenza abbastanza importante nella popolazione sessualmente attiva e la sua trasmissione è abbastanza frequente se i rapporti non sono protetti e se chi l’ha contratto è nella fase acuta dell’eruzione cutanea.
L’herpes genitale ha una sintomatologia molto dolorosa e deve essere curato tempestivamente con antivirali e antinfiammatori.
Come accade per l’herpes zoster, altrimenti detto Fuoco di Sant’Antonio, anche l’herpes genitale è un virus latente, che quindi è presente nell’organismo e in una certa epoca della vita si ripresenta più o meno con la sua carica virulenta.
L’infezione ha origine dal virus dell’herpes simplex di tipo II, anche se può essere provocato da quello di tipo I.
L’herpes simplex di tipo I è quello che provoca le piccole ferite sulle labbra e può trasmettesi attraverso i rapporti orali, ma anche con i baci nelle zone intime e a causa di lesioni che si possono trovare sulle mani o tra le dita.
Il fatto che il virus sia latente, presuppone che chi ne è affetto dovrà mettere in conto recidive che potrebbero accompagnarlo per tutta la vita.

Il virus simplex di tipo I e II

I virus simplex fanno parte della famiglia di virus della varicella zoster (VRV) che hanno tutti la caratteristica di essere latenti e di agire attraverso l’infezione a livello del sistema nervoso centrale e periferico.
I virus che provocano l’herpes genitale possono essere, come accennato, di due tipi:
  • il virus simplex di tipo I, scientificamente identificato con la sigla HSV-1, che provoca infezione alle mucose orali ed è responsabile anche dell’encefalite;
  • il virus simplex di tipo II scientificamente identificato con la sigla HSV-2, che è responsabile dell’infezione ai genitali e per questo motivo si può trasmettere durante il parto dalla madre al nascituro. La caratteristica che accomuna entrambi i virus è che nella zona dove agiscono e anche nei distretti vicini provocano eruzione cutanea con tipiche vescicole e pustole, che degenerano in ulcere più o meno gravi.

    Incidenza dell’herpes genitale

L’herpes genitale è un’infezione abbastanza diffusa, in quanto la maggior parte della popolazione dopo aver contratto la varicella, conserva il virus in quiescenza, anche per decenni, nei gangli nervosi dell’area cranica e alla base dei nervi che si dipartono dal midollo spinale.
Nei paesi industrializzati è stato stimato che la diffusione dell’herpes genitale di tipo II sia maggiormente diffuso tra soggetti di età compresa tra i 20 e i 40 anni, in corrispondenza dell’inizio della vita sessuale e quindi dell’età riproduttiva. L’incidenza si aggira tra il 40% e il 60% della popolazione.
Per quanto invece riguarda la diffusione del virus simplex di tipo I, questo è assai diffuso tra i bambini in modo abbastanza precoce.
Si stima che già a 5 anni un terzo dei bambini lo abbiano contratto e durante l’adolescenza si raggiunge il picco del 80%.
Nel caso in cui però il virus simplex di tipo I venga trasmesso nella zona dei genitali risulta meno aggressivo del tipo II e le recidive nel corso della vita non sono ugualmente numerose.
Il picco di coloro che presentano il virus simplex di tipo II tocca il massimo della diffusione intorno ai 60 anni.
L’incidenza è ancora più alta (intorno al 80%) tra gli uomini omosessuali e le prostitute.

I sintomi dell’herpes genitale

Herpes Genitale uomoL’herpes simplex di tipo I può anche essere asintomatico nelle infezioni dei genitali e questo significa che chi ne è affetto può trasmettere il virus a sua insaputa attraverso i rapporti sessuali promiscui. Accade in circa il 30% dei casi soprattutto tra le donne, che sono soggette a entrambi i tipi di virus tre volte in più rispetto agli uomini.
Nei rimanenti casi, quindi intorno al 70%, l’infezione genitale da herpes simplex si manifesta con sintomi molto violenti, che possono portare a invalidare il soggetto nella fase acuta.
L’insorgenza virulenta dell’herpes simplex ha un periodo di preparazione di circa 15 giorni dal momento del contagio, a seguito del quale compaiono le tipiche vescicole e pustole che contengono siero e che sono molto dolorose. La pelle si presenta arrossata con interessamento delle mucose nella donna, dove le vescicole sono tondeggianti e tendono a divenire più chiare ai lati.
I segni presenti sulla cute sono anche chiamate “papule” o “macule” in quanto hanno una distribuzione molto ravvicinata, talvolta a grappolo.
Nell’uomo le vescicole interessano il pene lungo tutta la sua lunghezza, la cappella e il prepuzio e, in entrambi i sessi, è presenze bruciore e prurito.
Nell’evolversi della patologia le vescicole a seguito del prurito vanno a creare piccole ulcere che aumentano il dolore e il bruciore.
Durante la prima insorgenza dell’infezione dell’herpes genitale è presente anche gonfiore dei tessuti intorno all’infiammazione e perdite sia nell’uomo che nella donna, rispettivamente dall’uretra e vaginali, ma anche dall’ano. In risposta alla diffusione dell’infiammazione, anche i linfonodi inguinali si gonfiano e diventano dolenti.
La manifestazione del virus simplex di tipo I e II ha delle caratteristiche peculiari nell’uomo e nella donna.
Nella donna, come accennato, la trasmissione del virus simplex è più frequente soprattutto per la presenza delle mucose. Un sintomo precursore della presenza del virus nella donna è una vulvovaginite erpetica, con micro ulcere molto simili alle afte, prurito e dispareunia e occasionalmente febbre.
Lesioni dunque pregresse sia nell’uomo che nella donna possono favorire la manifestazione del virus, come accade in caso di anodinia, vulvodinia, penodinia.
Nell’uomo l’infezione può seguire a una balanite erpetica trasformandosi entro pochi giorni in microferite aperte che provocano grande fastidio, sia al pene che nell’area dell’ano.
Dopo il primo episodio di herpes genitale buona parte dei sintomi descritti non compare nuovamente, ma rimangono solo le vescicole che continuano a creare erosioni della pelle sempre molto invalidanti.
I soggetti che sono colpiti possono essere 7 volte in più esposti a contrarre il virus dell’HIV nel caso di rapporti occasionali o promiscui con persone omosessuali, tossicodipendenti o che non conoscono bene.
In tal caso neppure il preservativo può dare una buona sicurezza rispetto al contagio in quanto le lesioni come detto diventano in breve tempo piccole ulcere e l’unico modo per mettersi al sicuro è quello di astenersi dai rapporti sessuali.
La fase acuta dell’infezione da herpes genitale dura dai 10 ai 15 giorni e al termine le piccole ulcerazioni sono ricoperte da croste, che cadono entro qualche settimana.
Altri sintomi che possono manifestarsi occasionalmente sono il mal di testa, la febbre, dolori alle ossa, e dal punto di vista psicologico nervosismo e stress.
Nelle recidive invece è probabile che questi sintomi non si manifestino affatto, anche se c’è la possibilità che si possano verificare perdite anali o sanguinamento comunque modesto.
Per quanto riguarda le complicazioni conseguenti all’infezione da virus simplex è possibile che questa evolva in meningite. Si tratta di casi assai rari, ma la mortalità in relazione a questa ulteriore infezione è molto alta anche in soggetti sani.
Inoltre, potrebbe insorgere l’encefalite, in quanto, come detto, il virus staziona nei gangli nervosi del cranio e coinvolge i nervi spinali. Anche in tal caso è un evento raro.
In entrambi i sessi specie nella prima insorgenza del virus, si può manifestare ritenzione urinaria, ma anche parestesia (formicolio e intorpidimento) degli arti inferiori e nella zona del perineo.
Nei maschi omosessuali è più frequente la proctite (dolore al retto, bisogno di evacuare più spesso, perdite dall’ano di pus, liquidi e sangue).
La condizione di chi ha manifestazioni evidenti e dolore dell’herpes genitale è quella di chi si ritrova improvvisamente con un fastidio accentuato nelle parti intime, che dura per giorni e che si ripresenta periodicamente in modo del tutto inatteso. Questo può provocare stati di ansia, depressione, difficoltà nella coppia e una chiusura verso il mondo esterno. Il consiglio è quello di chiedere un supporto psicologico per affrontare nel modo migliore sia lo stress emotivo personale che quello all’interno della coppia
Non ci sono prove scientifiche che l’infezione dell’herpes genitale possa predisporre ai tumori del collo dell’utero o a quelli del pene o del glande.
La fase acuta, specie nella prima insorgenza, dovrebbe esaurirsi entro 2 settimane con la scomparsa dei sintomi.

La latenza del virus simplex

Come tutti i virus della famiglia zoster anche quello dell’herpes genitale non ha una regolarità e, anzi, la medicina ancora non ha potuto individuare una periodicità precisa riguardo alle ricadute.
Le cause dell’infezione genitale sono diverse e non sono solo riconducibili al fatto di aver avuto la varicella da bambini.
L’infezione può anche essere causata dallo stress, in quanto questo abbassa le difese immunitarie e rende meno resistenti agli attacchi di tutti i virus esterni. Lo stesso può avvenire a causa di una febbre, ma anche a seguito del periodo mestruale. Tra le cause dell’herpes genitale c’è anche la luce solare e le alte temperatura che si possono sviluppare nelle parti intime, specie per le donne.
Inoltre qualsiasi abrasione o microtraumi durante i rapporti sessuali possono interrompere la quiescenza del virus.
È opportuno sapere che comunque potrebbe accadere di non avere mai manifestazioni chiare dell’herpes genitale o di confonderlo, specie per le donne, con altre malattie veneree come la candida o la clamidia. Il problema però si pone è che l’infezione si trasmette, pur all’insaputa di chi ne è affetto, sia tra partner che nel corso della vita intima ad altri soggetti con cui si entra in contatto.

Come si trasmette il virus dell’herpes genitale

Come precedentemente accennato, il virus simplex di tipi I e II si trasmette per contatto delle mucose, soprattutto durante i rapporti sessuali vaginali, orali e anali non protetti. Non sono esclusi in quanto veicoli di trasmissione anche i giochi erotici che se non ben igienizzati conservano la virulenza dell’herpes genitale.
È possibile anche che il virus passi dalla madre al bambino al momento del parto.
Questa evenienza è molto probabile ed è grave in rapporto alla salute del nascituro. Per evitare il contagio, l’unico modo è procedere con il taglio cesareo e fare si che il bambino non entri in contratto con la zona infiammata.
Per le coppie che sono a conoscenza del fatto che uno dei due partner è affetto da herpes genitale, la probabilità che l’altro lo contragga è abbastanza bassa (intorno al 12%). Per evitare il contagio bisogna tenere presente che la virulenza massima si colloca proprio durante la fase acuta, quando l’infiammazione con le vescicole è chiaramente visibile.
Tuttavia, come accennato, il virus potrebbe anche essere asintomatico e diventa difficile capire quando un soggetto è altamente contagioso.
Pare che il picco di contagiosità si concentri nel primo anno dopo la prima comparsa dei sintomi più fastidiosi, ma questo non esclude il pericolo durante le recidive che sono sempre possibili.

L’herpes genitale e la gravidanza

Herpes Genitale donnaLa gravidanza è un periodo molto delicato per chi sa di essere affetto dal virus dell’herpes simplex di tipo II.
Nessuna madre vorrebbe mettere a rischio il bambino proprio nel momento della nascita, ma in questi casi le precauzioni da prendere devono essere tempestive ed efficaci.
La probabilità che una madre trasmetta il virus al neonato, se questo nasce in modo naturale e sta attraversando la fase acuta dell’herpes genitale oscilla tra il 20% e il 50%. Ecco il motivo per il quale motivo i medici scelgono sempre il parto cesareo. Se invece la madre non è in fase acuta dell’infezione, la possibilità di infettare il bambino anche con una nascita naturale è davvero trascurabile.
La raccomandazione per le future mamme che sanno di avere l’herpes genitalis, è quella di informare il medico per mettere a punto la giusta profilassi. Non è però il caso di allarmarsi perché ci sono bambini perfettamente sani anche dopo essere nati da madri, che consapevolmente o meno, avevano il virus simplex.

Come diagnosticare e curare l’herpes genitale

La diagnosi di un herpes genitale avviene il più delle volte con un esame obiettivo. L’infiammazione e il dolore sono quasi sempre evidenti e il medico si limita a decidere la terapia da seguire.
Nei casi in cui il virus invece non presenta i sintomi tipici, è necessario fare degli esami del sangue presso studi o ambulatori medici specializzati. Sono gli anticorpi presenti nel sangue che indicano la presenza del virus.
Può succedere che si trascuri la visita medica, perché si tratta di una patologia che provoca disagio e della quale magari non si conosce l’origine. Il consiglio è quello di recarsi sempre dal proprio medico curante, che saprà dare le giuste indicazioni e di non fidarsi mai di test fai da te, che potrebbero dare risultati falsati e comunque non attendibili.
Quello che i soggetti affetti da herpes genitale devono sapere è che non esiste una cura definitiva per questa infezione, ma ci sono i farmaci che possono attenuarla e far passare dolore e infiammazione.
Si tratta di antidolorifici, antivirali (a base del principio attivo aciclovir) e antiinfiammatori che di solito si assumono per via orale, in quanto le applicazioni topiche non è certo che diano un effettivo sollievo e possano risolvere il problema.
Per igienizzare la zona genitale possono anche essere usati rimedi “casalinghi” senza effetti collaterali, che riguardano lavaggio con acqua e sale o bicarbonato di sodio che potrebbero dare un leggero bruciore. Pare siano efficaci anche i lavaggi a base di te e impacchi di ghiaccio per alleviare il bruciore e “anestetizzare” la zona per sentire meno dolore.
Nel caso si hanno perdite dalle vescicole, si può accelerare la loro “essiccazione” con alcool puro anche se molto fastidioso, o amido di mais.

La prevenzione dell’herpes genitale

In realtà non ci sono precise precauzioni da prendere, se non quella di astenersi dai rapporti sessuali non protetti, se si è sicuri di non aver contratto il virus.
La scienza medica a oggi non è ancora riuscita a mettere a punto un vaccino che possa dirsi effettivamente efficace nel preservare chi non ne è affetto e a bloccare le frequenti recidive.
Sperimentazioni più recenti hanno messo a punto un vaccino con l’HSV attenuato, provando un singolo virus e anche solo l’impiego del DNA. I risultati dello studio sembrano incoraggianti, anche se ancora non è stato dato il consenso per la commercializzazione.

Precauzioni per i rapporti sessuali

Sapere che si è affetti da herpes genitale può servire a preservare il partner dal contagio. È importante discutere sulle misure da prendere durante la prima comparsa e nei casi di recidiva.
L’uso del preservativo è consigliato sempre ed è bene che l’altro partner esegua gli esami del sangue per escludere che non sia già stato infettato.
Nei periodi di riacutizzazione dell’infezione è utile l’astensione totale dai rapporti intimi di qualsiasi tipo.
Nel caso entrambi i partner sappiano di avere l’herpes genitale non sono tenuti ad usare alcuna precauzione.
È questo un metodo di prevenzione che vale in genere per la sfera intima, anche quando non si ha una relazione sessuale stabile, sia per evitare di contagiare altre persone che per scongiurare di essere infettati.